giovedì 30 ottobre 2008
martedì 28 ottobre 2008
Lettera aperta ai cittadini.
Caro concittadino,
Come certo saprai il mondo dell'istruzione pubblica si stà mobilitando contro la legge 133/2008.
Vorremmo far conoscere a te e a quanti più cittadini possibili le motivazioni che ci
spingono alla protesta e per far ciò abbiamo deciso di scriverti.
Se anche tu come noi ritieni la scuola pubblica un bene da tutelare,dedicaci qualche minuto.
Non siamo "bamboccioni" che non sanno come passare il tempo,né burattini mossi dall'opposizione, nè tantomeno viviamo nel ricordo di miti passati : siamo cittadini, ancora più nello specifico siamo studenti,lavoratori,ricercatori e professori che vogliono difendere l'istruzione pubblica dal suo progressivo smantellamento.
Ci dicono che mancano i soldi,ma quando si bruciano miliardi per salvare le banche dalle loro speculazioni,quando si bruciano miliardi per risanare i debiti di un’azienda marcia come Alitalia,quando si foraggiano con denaro pubblico le scuole private,allora i soldi si trovano.
Si taglia invece sull’istruzione e la ricerca.
Si taglia sul futuro delle nuove generazioni, sul futuro del Paese!
Se non gridiamo all’Italia la nostra indignazione,nessuno lo farà per noi.
Per questo stiamo cercando di rendere visibile la nostra protesta.
Ciò contro cui ci mobilitiamo non è una riforma organica del sistema scolastico/universitario.
La 133/2008 è una legge in preparazione finanziaria del prossimo dicembre.
E’ una legge economica,non affronta nel merito i problemi strutturali,che sono molti e gravi, delle nostre scuole e delle nostre università.
Siamo di fronte soltanto e per l'annesima volta a tagli indiscriminati ai fondi destinati all’Istruzione pubblica,per altro già inferiori alla media europea.
Ai tagli poi si accompagna il blocco delle assunzioni (turn over) e la possibilità,che sostanzialmente diventerebbe necessità,di trasformare le Università pubbliche in fondazioni di diritto privato,aprendo così la strada a una progressiva privatizzazione dell’Istruzione universitaria.
Dal punto di vista politico-culturale crediamo sia importante opporsi ad un modello di scuola che non presuppone il diritto del cittadino all'struzione.
Questo diritto viene legato al pagamento di un servizio e perde, di conseguenza, ogni preteso carattere universale e generale per ridursi ad un rapporto fra la singola scuola e i suoi "clienti".
Definiamo,come pubblica una scuola aperta effettivamente a tutti, che operi contro le diseguaglianze sociali, che permetta concrete modalità di autogoverno dei soggetti che vi si trovano ad operare, che permetta libertà di insegnamento, di ricerca e di sperimentazione.
Appoggiateci!Abbiamo bisogno di tanta solidarietà e consenso!
Assemblea Università Statale di Milano.
Come certo saprai il mondo dell'istruzione pubblica si stà mobilitando contro la legge 133/2008.
Vorremmo far conoscere a te e a quanti più cittadini possibili le motivazioni che ci
spingono alla protesta e per far ciò abbiamo deciso di scriverti.
Se anche tu come noi ritieni la scuola pubblica un bene da tutelare,dedicaci qualche minuto.
Non siamo "bamboccioni" che non sanno come passare il tempo,né burattini mossi dall'opposizione, nè tantomeno viviamo nel ricordo di miti passati : siamo cittadini, ancora più nello specifico siamo studenti,lavoratori,ricercatori e professori che vogliono difendere l'istruzione pubblica dal suo progressivo smantellamento.
Ci dicono che mancano i soldi,ma quando si bruciano miliardi per salvare le banche dalle loro speculazioni,quando si bruciano miliardi per risanare i debiti di un’azienda marcia come Alitalia,quando si foraggiano con denaro pubblico le scuole private,allora i soldi si trovano.
Si taglia invece sull’istruzione e la ricerca.
Si taglia sul futuro delle nuove generazioni, sul futuro del Paese!
Se non gridiamo all’Italia la nostra indignazione,nessuno lo farà per noi.
Per questo stiamo cercando di rendere visibile la nostra protesta.
Ciò contro cui ci mobilitiamo non è una riforma organica del sistema scolastico/universitario.
La 133/2008 è una legge in preparazione finanziaria del prossimo dicembre.
E’ una legge economica,non affronta nel merito i problemi strutturali,che sono molti e gravi, delle nostre scuole e delle nostre università.
Siamo di fronte soltanto e per l'annesima volta a tagli indiscriminati ai fondi destinati all’Istruzione pubblica,per altro già inferiori alla media europea.
Ai tagli poi si accompagna il blocco delle assunzioni (turn over) e la possibilità,che sostanzialmente diventerebbe necessità,di trasformare le Università pubbliche in fondazioni di diritto privato,aprendo così la strada a una progressiva privatizzazione dell’Istruzione universitaria.
Dal punto di vista politico-culturale crediamo sia importante opporsi ad un modello di scuola che non presuppone il diritto del cittadino all'struzione.
Questo diritto viene legato al pagamento di un servizio e perde, di conseguenza, ogni preteso carattere universale e generale per ridursi ad un rapporto fra la singola scuola e i suoi "clienti".
Definiamo,come pubblica una scuola aperta effettivamente a tutti, che operi contro le diseguaglianze sociali, che permetta concrete modalità di autogoverno dei soggetti che vi si trovano ad operare, che permetta libertà di insegnamento, di ricerca e di sperimentazione.
Appoggiateci!Abbiamo bisogno di tanta solidarietà e consenso!
Assemblea Università Statale di Milano.
mercoledì 22 ottobre 2008
cosa ancora?
sacconi ha presentato una riforma del diritto allo sciopero. non ne parla nessuno. nel ddl invece si parla di adesioni individuali e di sciopero virtuale. cambiano la costituzione a colpi di decreti legge.
cosa dovremo ancora sopportare?
cosa dovremo ancora sopportare?
appello
sono arrabbiata, molto triste, ma volenterosa.
penso che quello che noi universitari stiamo facendo -io parlo per pisa- è meraviglioso. siamo uniti fra di noi e agiamo insieme al personale tecnico amministrativo, ai precari e ai dottorandi, non abbiamo fatto azioni violente, tutto si svolge nella massima serietà. abbiamo fatto tavoli di lavoro, fra cui uno tecnico che sta per produrre un dossier, uno di protesta performance, im cui si sono organizzati blocchi dei semafori in fila indiana, lavavetri che distribuiscono volantini e quant'altro, c'è un tavolo di rapporti con l'esterno e uno di autoformazione. ci lavoriamo costantemente, aprendoci il culo, se mi passate l'espressione.
abbiamo cercato il dialogo con i docenti in ogni modo, andandoci a parlare singolarmente e con prese di posizione pubbliche. e loro buttano tutta la protesta attiva sulle spalle di studenti, precari, tecnici-amministrativi.
noi andremo avanti certo che lo faremo, possiamo essere forti e intelligenti.
il ministro gelmini afferma che noi universitari siamo ignoranti e che non c'è nessuna riforma dell'università, Belusconi che manderà la polizia e in pratica ci minaccia a reti unificate, la lupara non è più fashion.
e io, devo ammetterlo, un po' di paura ce l'ho.
ad ogni nostro sbaglio, ci sarà una risposta sproporzionata che porterà a sovvertire la, già appesa a un filo, democrazia.
quindi un'esortazione, per me e per tutti: stiamo attenti, dobbiamo essere puliti, perfetti precisi e soprattutto decisi, andare avanti, perchè ne va del nostro prossimo futuro, del futuro dei nostri fratelli e di quello della nostra amatissima, stramaledettisima italia.
penso che quello che noi universitari stiamo facendo -io parlo per pisa- è meraviglioso. siamo uniti fra di noi e agiamo insieme al personale tecnico amministrativo, ai precari e ai dottorandi, non abbiamo fatto azioni violente, tutto si svolge nella massima serietà. abbiamo fatto tavoli di lavoro, fra cui uno tecnico che sta per produrre un dossier, uno di protesta performance, im cui si sono organizzati blocchi dei semafori in fila indiana, lavavetri che distribuiscono volantini e quant'altro, c'è un tavolo di rapporti con l'esterno e uno di autoformazione. ci lavoriamo costantemente, aprendoci il culo, se mi passate l'espressione.
abbiamo cercato il dialogo con i docenti in ogni modo, andandoci a parlare singolarmente e con prese di posizione pubbliche. e loro buttano tutta la protesta attiva sulle spalle di studenti, precari, tecnici-amministrativi.
noi andremo avanti certo che lo faremo, possiamo essere forti e intelligenti.
il ministro gelmini afferma che noi universitari siamo ignoranti e che non c'è nessuna riforma dell'università, Belusconi che manderà la polizia e in pratica ci minaccia a reti unificate, la lupara non è più fashion.
e io, devo ammetterlo, un po' di paura ce l'ho.
ad ogni nostro sbaglio, ci sarà una risposta sproporzionata che porterà a sovvertire la, già appesa a un filo, democrazia.
quindi un'esortazione, per me e per tutti: stiamo attenti, dobbiamo essere puliti, perfetti precisi e soprattutto decisi, andare avanti, perchè ne va del nostro prossimo futuro, del futuro dei nostri fratelli e di quello della nostra amatissima, stramaledettisima italia.
lunedì 20 ottobre 2008
...
Discussioni.
Discussioni.
Si discute,seriamente,si litiga,ci si arrabbia,si alza la voce.
E poi,cosa rimane?
Cosa rimane di tutto cio?
Cosa resta quando un Ministro del Governo e il capogruppo dei deputati del partito di governo,in un momento di crisi internazionale e in un clima di contestazione, intervengono come ospiti de "Il processo di Biscardi"?
Niente.
Nella migliore delle ipotesi ti cadono le braccia.
p.s. per la cronaca trattasi di Altero Matteoli e Daniele Capezzone.
Discussioni.
Si discute,seriamente,si litiga,ci si arrabbia,si alza la voce.
E poi,cosa rimane?
Cosa rimane di tutto cio?
Cosa resta quando un Ministro del Governo e il capogruppo dei deputati del partito di governo,in un momento di crisi internazionale e in un clima di contestazione, intervengono come ospiti de "Il processo di Biscardi"?
Niente.
Nella migliore delle ipotesi ti cadono le braccia.
p.s. per la cronaca trattasi di Altero Matteoli e Daniele Capezzone.
mercoledì 15 ottobre 2008
documento approvato dall'assemblea degli studenti della scuola normale superiore di pisa
Questo documento, una volta verificato il raggiungimento del numero legale, è stato approvato dall’Assemblea generale degli allievi ordinari e perfezionandi della Scuola Normale Superiore, riunitasi in data 14 ottobre 2008, con 123 voti favorevoli, 4 contrari e 12 astenuti su un totale di 139 votanti.
VISTO il dl 112 del 25 giugno 2008, e la legge 133 del 6 agosto 2008;
VISTA la gravità di tali provvedimenti per il futuro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, i quali prevedono la possibilità di trasformare le Università pubbliche in fondazioni di diritto privato, il taglio dei fondi di finanziamento ordinario per il valore di circa 1,4 miliardi di euro in quattro anni, il blocco delle assunzioni di personale strutturato con turn-over del 20% (un'assunzione ogni cinque pensionamenti);
VISTA la mobilitazione generale che sta coinvolgendo l'Ateneo pisano in tutte le sue componenti, e
la forte presa di posizione dell'assemblea generale d'Ateneo, dei Consigli di Facoltà di Ingegneria, Lettere e Filosofia, Scienze;
RITENIAMO che anche la Scuola Normale Superiore non possa evitare di esprimersi nettamente in merito, in quanto:
essa, al pari dell'intero sistema universitario italiano, risulta pesantemente colpita da tali provvedimenti;
essa si trova in rapporto di forte complementarità con l'Ateneo pisano, e pertanto la qualità dell'offerta didattica di quest'ultimo condiziona direttamente la formazione dei normalisti;
il senso stesso del suo ruolo nel panorama culturale italiano, come punta d'eccellenza della ricerca e della cultura, risulterebbe svuotato qualora il valore pubblico della ricerca e della cultura venisse meno nel nostro paese. Per questa stessa ragione, la Scuola Normale ha una particolare responsabilità nella difesa dell’Università pubblica e del diritto di tutti ad una didattica di qualità, autonoma da logiche di mercato.
ESPRIMIAMO completa adesione alle ragioni e alla modalità della protesta, facendo pienamente nostre le mozioni approvate dall'assemblea generale dell'Ateneo pisano (8 ottobre 2008) e dai Consigli di Facoltà di Lettere e Filosofia e di Scienze matematiche, fisiche, naturali (9 ottobre 2008), che prevedono la sospensione temporanea della didattica e altre forme radicali di protesta.
CHIEDIAMO pertanto a tutte le componenti della Scuola (studenti, perfezionandi, direttore, personale docente e non docente, strutturato e non strutturato):
una presa di posizione chiara e decisa contro i provvedimenti del governo;
di concordare modalità radicali di protesta, quali: sospensione della didattica, didattica alternativa, coinvolgimento dell’Ateneo e della cittadinanza in un percorso comune di riflessione e approfondimento sui problemi dell'Università (ad esempio, attraverso lezioni pubbliche) e altro.
VISTO il dl 112 del 25 giugno 2008, e la legge 133 del 6 agosto 2008;
VISTA la gravità di tali provvedimenti per il futuro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, i quali prevedono la possibilità di trasformare le Università pubbliche in fondazioni di diritto privato, il taglio dei fondi di finanziamento ordinario per il valore di circa 1,4 miliardi di euro in quattro anni, il blocco delle assunzioni di personale strutturato con turn-over del 20% (un'assunzione ogni cinque pensionamenti);
VISTA la mobilitazione generale che sta coinvolgendo l'Ateneo pisano in tutte le sue componenti, e
la forte presa di posizione dell'assemblea generale d'Ateneo, dei Consigli di Facoltà di Ingegneria, Lettere e Filosofia, Scienze;
RITENIAMO che anche la Scuola Normale Superiore non possa evitare di esprimersi nettamente in merito, in quanto:
essa, al pari dell'intero sistema universitario italiano, risulta pesantemente colpita da tali provvedimenti;
essa si trova in rapporto di forte complementarità con l'Ateneo pisano, e pertanto la qualità dell'offerta didattica di quest'ultimo condiziona direttamente la formazione dei normalisti;
il senso stesso del suo ruolo nel panorama culturale italiano, come punta d'eccellenza della ricerca e della cultura, risulterebbe svuotato qualora il valore pubblico della ricerca e della cultura venisse meno nel nostro paese. Per questa stessa ragione, la Scuola Normale ha una particolare responsabilità nella difesa dell’Università pubblica e del diritto di tutti ad una didattica di qualità, autonoma da logiche di mercato.
ESPRIMIAMO completa adesione alle ragioni e alla modalità della protesta, facendo pienamente nostre le mozioni approvate dall'assemblea generale dell'Ateneo pisano (8 ottobre 2008) e dai Consigli di Facoltà di Lettere e Filosofia e di Scienze matematiche, fisiche, naturali (9 ottobre 2008), che prevedono la sospensione temporanea della didattica e altre forme radicali di protesta.
CHIEDIAMO pertanto a tutte le componenti della Scuola (studenti, perfezionandi, direttore, personale docente e non docente, strutturato e non strutturato):
una presa di posizione chiara e decisa contro i provvedimenti del governo;
di concordare modalità radicali di protesta, quali: sospensione della didattica, didattica alternativa, coinvolgimento dell’Ateneo e della cittadinanza in un percorso comune di riflessione e approfondimento sui problemi dell'Università (ad esempio, attraverso lezioni pubbliche) e altro.
venerdì 10 ottobre 2008
Comunicato stampa Assemblea Polo Occupato
L’assemblea d’ateneo dell’ 8 ottobre, che ha invaso Piazza dei Cavalieri, e’ ormai da considerarsi un pezzo di storia, l’occupazione del Polo Carmignani è invece una pagina ancora tutta da scrivere.
Questa occupazione vuole essere la base da cui far continuare la mobilitazione contro l’attacco verticale al sistema della formazione.
Dietro ai tagli alla spesa non ci sono contingenze economiche, ma un preciso progetto ideologico di smantellamento, in favore di una privatizzazione che a lungo termine diventerà totale. Se già oggi l’università’ “pubblica” è preclusa a molti, quella del futuro si annuncia elitaria e indirizzata nella sua didattica e nella sua ricerca da interessi privati, precludendo la possibilità’ di un sapere libero.
Crediamo che l’università’ non debba essere considerata una mera voce di spesa, ma una risorsa per la collettività’.
La posizione dell’ “Assemblea del Polo Occupato” sui significati della protesta e sulle strategie da adottare e’ chiara. Vogliamo esprimere con i fatti l’esigenza di opporci da subito alla legge Tremonti, in maniera conflittuale, spontaneamente, senza l’intermediazione di sigle piu’ o meno istituzionali.
Rigettiamo qualsiasi tentativo di compromesso, come quello messo in atto da parte della CRUI. Sappiamo di non poter aspettare i tempi estenuanti di senati accademici prudenti.
Crediamo tuttavia nella necessita’ di una protesta unita: tutte le forme di protesta devono esprimersi nella massima pluralita’ possibile, convergendo verso un unico fine.
Lo scopo comune è quello di costringere il governo a stralciare il provvedimento.
Il significato dell’occupazione del Polo Carmignani è quello di liberare uno spazio all’interno dell’ universita’, per coordinare i movimenti di mobilitazione nel nostro ateneo, facilitando i momenti di incontro fra studenti universitari e medi, ricercatori, docenti, ma anche e soprattutto con tutte le altre realta’ della formazione, dai comitati di genitori, ai precari dell’amministrazione e dei servizi esternalizzati.
Invitiamo quindi tutti/e ad attraversare questo spazio, per contribuire con le proprie esperienze o con la semplice voglia di reagire.
Non vogliamo chiuderci qua dentro, vogliamo piuttosto che da qui la protesta dilaghi ovunque, in altre facolta’,in altre scuole, in altre città.
Ogni mattina usciremo dal polo Carmignani occupato, come mille rivoli di un torrente, per diffondere la lotta e mobilitarci. Ogni sera confluiremo nuovamente qui per trasformare il torrente in un fiume in piena, inarrestabile.
10/10/2008
Assemblea Polo Occupato
Questa occupazione vuole essere la base da cui far continuare la mobilitazione contro l’attacco verticale al sistema della formazione.
Dietro ai tagli alla spesa non ci sono contingenze economiche, ma un preciso progetto ideologico di smantellamento, in favore di una privatizzazione che a lungo termine diventerà totale. Se già oggi l’università’ “pubblica” è preclusa a molti, quella del futuro si annuncia elitaria e indirizzata nella sua didattica e nella sua ricerca da interessi privati, precludendo la possibilità’ di un sapere libero.
Crediamo che l’università’ non debba essere considerata una mera voce di spesa, ma una risorsa per la collettività’.
La posizione dell’ “Assemblea del Polo Occupato” sui significati della protesta e sulle strategie da adottare e’ chiara. Vogliamo esprimere con i fatti l’esigenza di opporci da subito alla legge Tremonti, in maniera conflittuale, spontaneamente, senza l’intermediazione di sigle piu’ o meno istituzionali.
Rigettiamo qualsiasi tentativo di compromesso, come quello messo in atto da parte della CRUI. Sappiamo di non poter aspettare i tempi estenuanti di senati accademici prudenti.
Crediamo tuttavia nella necessita’ di una protesta unita: tutte le forme di protesta devono esprimersi nella massima pluralita’ possibile, convergendo verso un unico fine.
Lo scopo comune è quello di costringere il governo a stralciare il provvedimento.
Il significato dell’occupazione del Polo Carmignani è quello di liberare uno spazio all’interno dell’ universita’, per coordinare i movimenti di mobilitazione nel nostro ateneo, facilitando i momenti di incontro fra studenti universitari e medi, ricercatori, docenti, ma anche e soprattutto con tutte le altre realta’ della formazione, dai comitati di genitori, ai precari dell’amministrazione e dei servizi esternalizzati.
Invitiamo quindi tutti/e ad attraversare questo spazio, per contribuire con le proprie esperienze o con la semplice voglia di reagire.
Non vogliamo chiuderci qua dentro, vogliamo piuttosto che da qui la protesta dilaghi ovunque, in altre facolta’,in altre scuole, in altre città.
Ogni mattina usciremo dal polo Carmignani occupato, come mille rivoli di un torrente, per diffondere la lotta e mobilitarci. Ogni sera confluiremo nuovamente qui per trasformare il torrente in un fiume in piena, inarrestabile.
10/10/2008
Assemblea Polo Occupato
mercoledì 8 ottobre 2008
comunicato stampa dell'università di pisa
oggi l'università di pisa nelle sue componenti studenti, personale tecnico amministrativo, ricercatori, presenta questo comunicato, dopo un'assemblea durata due ore, l'occupazione di un polo didattico e della sala stampa del rettorato.trovo assolutamente indispensablili queste iniziative.
Comunicato
L’ASSEMBLEA GENERALE DI ATENEO DELL’8 OTTOBRE 2008Contro i provvedimenti del governo, che prevedono:
il taglio di 1.400 milioni di euro del Fondo di Finanziamento Ordinario
il blocco delle assunzioni del personale, possibili solo in misura pari al 20% dei pensionamenti (1 unità su 5)
la possibilità per le Università di trasformarsi in Fondazioni di diritto privato, con il conseguente aumento della contribuzione studentesca
l’introduzione dell’emendamento che sospende o cancella il processo di stabilizzazione per il personale tecnico amministrativo delle Università e per i ricercatori e tecnici degli Enti di ricerca;l’Assemblea DICHIARA lo stato di agitazione, chiamando tutti coloro che operano nell’Ateneo, a cominciare dagli Organi di Governo centrali e periferici, ad un’assunzione di responsabilità che si traduca nella difesa ad oltranza, “senza se e senza ma”, della natura pubblica del sistema della formazione e della ricerca, in ogni ordine e grado, e nell’apertura di un confronto, che coinvolga gli studenti e tutto il personaleL’Assemblea dunque DECIDE
la continuazione e l’estensione delle iniziative di informazione e di approfondimento in tutte le Facoltà, in forma di assemblee e momenti di discussione;
l’immediato ritiro della disponibilità del personale docente a ricoprire incarichi didattici non obbligatori per legge e la completa indisponibilità alla sostituzione da parte del personale non strutturato;
lo sciopero e l’astensione dalle attività didattiche e istituzionali da parte di tutti;
forme più radicali di protesta che coinvolgano gli studenti e i ricercatori, docenti, tecnici-amministrativi strutturati e non strutturati;
la mobilitazione per il necessario coinvolgimento dell’intera opinione pubblica invitando, tra l’altro, la RSU e le OO.SS. di ateneo ad attivarsi per la proclamazione di uno sciopero nazionale unitario di tutti i settori della conoscenza (Scuola, Università, Enti di ricerca).I soggetti promotori comunicano di aver già avviato le iniziative di protesta con l’occupazione dell’ufficio stampa del rettorato e delle aule del polo didattico Carmignani e di aver consegnato la presente mozione ai pro-rettori di Ateneo Barsotti, Baggiani e Galbiati.
Rete nazionale ricercatori precari – nodo di PisaCoordinamento precari tecnici-amministrativiCoordinamento dei CollettiviSinistra per... Per informazioni, il nostro blog: www.no133pisa.blogspot.com
Comunicato
L’ASSEMBLEA GENERALE DI ATENEO DELL’8 OTTOBRE 2008Contro i provvedimenti del governo, che prevedono:
il taglio di 1.400 milioni di euro del Fondo di Finanziamento Ordinario
il blocco delle assunzioni del personale, possibili solo in misura pari al 20% dei pensionamenti (1 unità su 5)
la possibilità per le Università di trasformarsi in Fondazioni di diritto privato, con il conseguente aumento della contribuzione studentesca
l’introduzione dell’emendamento che sospende o cancella il processo di stabilizzazione per il personale tecnico amministrativo delle Università e per i ricercatori e tecnici degli Enti di ricerca;l’Assemblea DICHIARA lo stato di agitazione, chiamando tutti coloro che operano nell’Ateneo, a cominciare dagli Organi di Governo centrali e periferici, ad un’assunzione di responsabilità che si traduca nella difesa ad oltranza, “senza se e senza ma”, della natura pubblica del sistema della formazione e della ricerca, in ogni ordine e grado, e nell’apertura di un confronto, che coinvolga gli studenti e tutto il personaleL’Assemblea dunque DECIDE
la continuazione e l’estensione delle iniziative di informazione e di approfondimento in tutte le Facoltà, in forma di assemblee e momenti di discussione;
l’immediato ritiro della disponibilità del personale docente a ricoprire incarichi didattici non obbligatori per legge e la completa indisponibilità alla sostituzione da parte del personale non strutturato;
lo sciopero e l’astensione dalle attività didattiche e istituzionali da parte di tutti;
forme più radicali di protesta che coinvolgano gli studenti e i ricercatori, docenti, tecnici-amministrativi strutturati e non strutturati;
la mobilitazione per il necessario coinvolgimento dell’intera opinione pubblica invitando, tra l’altro, la RSU e le OO.SS. di ateneo ad attivarsi per la proclamazione di uno sciopero nazionale unitario di tutti i settori della conoscenza (Scuola, Università, Enti di ricerca).I soggetti promotori comunicano di aver già avviato le iniziative di protesta con l’occupazione dell’ufficio stampa del rettorato e delle aule del polo didattico Carmignani e di aver consegnato la presente mozione ai pro-rettori di Ateneo Barsotti, Baggiani e Galbiati.
Rete nazionale ricercatori precari – nodo di PisaCoordinamento precari tecnici-amministrativiCoordinamento dei CollettiviSinistra per... Per informazioni, il nostro blog: www.no133pisa.blogspot.com
sabato 4 ottobre 2008
ricominciare ora, per un futuro (forse) migliore
Ho titubato molto prima di mettermi a digitare questo pezzo.
Ho titubato perchè sono depresso per come gli avvenimenti continuano a scivolare addosso a questa società, senza che essa si fermi per cercare di capire.
Ancora un'aggressione razzista, questa volta a Roma contro un cinese; Ancora morti sul lavoro, che oramai non fanno + notizia; Ancora stupri a quello cencio a cui oramai è ridotta la nostra costituzione.
Il dramma sociale che viviamo in questo paese, terrorizzato dai proclami securitari di questo governo che, apprendendo saggiamente dagli Stati Uniti era Bush, unisce il popolo con la paura.
Oggi la paura è del diverso nella forma dell'immigrato.
Oggi la sinistra Italiana (voi cari piddini siete assolutamente all'infuori di questa categoria) deve porsi chiaramente il problema di riapre un conflitto sociale che non si propaghi in orizzontale, ma che individui il suo avversario verticalmente.
Perchè, in un periodo storico nel quale la coperta si accorcia sempre di più, la risposta non è quella semplicistica (ma, purtroppo d'effetto) della lega, la risposta sta ai piani alti.
La risposta deve essere quella di riaprire un conflitto sociale, che qualcuno per comodità vuole chiudere; La risposta sta nel riaffermare forte e chiaro che le classi esistono ancora e che la lotta di classe pure, anche se con crismi nuovi, ma forse ancor più classificanti.
Non c'è domani per la sinistra se non combatte quest'aria di xenofobia dilagante, non c'è domani per la sinistra se non lotta perchè gli immigrano godano degli stessi diritti degli italiani.
Non c'è domani per la sinistra se non lotta perchè il dialogo fra bianchi e neri, Italiani e immigrati sia la normalità e non uno sporadico caso di integrazione.
Quindi, se la sinistra non riuscirà a dare una risposta ai conflitti sociali, espressi nei bisogni di alloggi, viveri, sanità, istruzione ed ogni bene primario, una risposta che però non punti il dito contro il più debole, il più facilmente accusabile, ma che individui dei responsabili che sono in alto, che godono di privilegi; se la sinistra, dicevamo, non riesce a dare una risposta a questi temi finisce qui la sua corsa, se invece, come credo, darà risposte, che già si conoscono, a questi temi allora si che potrebbero riaprirsi tutti quei conflitti sociali che nell'ultimo secolo ci hanno portato alla conquista di tutti quei diritti che pian pianino ci vengono levati da sotto il naso (last but not the least la scuola).
Per la riapertura del conflitto sociale e per la difesa delle libertà e dei diritti che ogni giorno vengo calpestati, l'11 ottobre sarò a Roma.
p.s. scusate lo sfogo, ma ancora oggi ho sentito ripetermi che essere comunisti è anacronistico, che la xenofobia è frutto di una non volontà di integrarsi da parte di molti immigrati e che il futuro dell'Italia è in mano ai privati, perchè una società di tipo keynesiano è senza futuro...
p.p.s. e parlo di keynesismo, non di rivoluzione socialista.
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