mercoledì 25 giugno 2008

il voto della vergogna.

Oggi si è espresso al Senato il voto della vergogna. La maggioranza ha votato compatta a favore della legge “blocca-processi”, piegando il capo al volere di Silvio Berlusconi.Non credo che i cittadini che hanno votato la Lega o gli ex An si aspettassero dai rispettivi leader un tradimento della fiducia accordata con il voto del 13 e 14 aprile. Forse, e lo spero nel profondo, neanche gli elettori ex Forza Italia se lo aspettavano un decreto del genere.Nessun cittadino si aspettava un decreto contro la loro sicurezza, esattamente come nel precedente governo nessuno si aspettava l’indulto. Semplicemente perché nessun cittadino lo aveva chiesto e nessuna forza politica lo aveva inserito nel proprio programma.Travaglio, durante la trasmissione Passaparola di ieri, ha fornito un elenco esaustivo dei reati che la macchina della giustizia deve obbligatoriamente “ignorare”.Li riporto di seguito, uno sull’altro, come si fa per un elenco mortuario, perché oggi muore una parte di democrazia di questo Paese.
- aborto clandestino
- abuso d’ufficio
- adulterazione di sostanze alimentari
- associazione per delinquere
- bancarotta fraudolenta
- calunnia
- circonvenzione di incapace
- corruzione
- corruzione giudiziaria– è quella per cui Silvio Berlusconi ha fatto questo decreto
- detenzione di documenti falsi per l’espatrio
- detenzione di materiale pedo-pornografico
- estorsione
- falsificazione di documenti pubblici
- frodi fiscali
- furto con strappo
- furto in appartamento
- immigrazione clandestina (“pensate, dopo tutte le menate che fanno con la storia dell’immigrazione clandestina, adesso sospendono i processi” – Marco Travaglio)
- incendio e incendio boschivo
- intercettazioni illecite
- maltrattamenti in famiglia
- molestie
- omicidio colposo per colpa medica
- omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata (“tutti quelli che stendono la gente per la strada ubriachi, bene quelli non li si processa” – Marco Travaglio)
- peculato
- porto e detenzione di armi anche clandestine
- rapina
- reati informatici
- ricettazione
- rivelazioni di segreti d’ufficio
- sequestro di persona
- sfruttamento della prostituzione
- somministrazione di reati pericolosi
- stupro e violenza sessuale
- traffico di rifiuti
- truffa alla Comunità Europea
- usura
- vendita di prodotti con marchi contraffatti
- violenza privata
Tutti questi, essendo puniti con pene inferiori ai dieci anni, vengono sospesi.Per sospendere il processo di un cittadino, Silvio Berlusconi, l’Associazione Magistrati ha calcolato che neverranno sospesi circa centomila.La mobilitazione nelle piazze è ormai inevitabile. Sul blog ho deciso di lanciare questa iniziativa contro la blocca-processi, iniziativa appello a tutti gli elettori, perché si dissocino dalle scelte dei rappresentanti del loro partito. La legalità è la base di ogni democrazia. Senza legalità c’è solo il regime totalitario.

giovedì 19 giugno 2008

E va bene così...SENZA PAROLE

mercoledì 18 giugno 2008

Il vero volto del Cavaliere

Nel mezzo della luna di miele che la maggioranza degli italiani credeva di vivere con il nuovo governo, la vera natura del berlusconismo emerge prepotente, uguale a se stessa, dominata da uno stato personale di necessità e da un' emergenza privata che spazzano via in un pomeriggio ogni camuffamento istituzionale e ogni travestimento da uomo di Stato del Cavaliere. No. Berlusconi resta Berlusconi, pronto a deformare lo Stato di diritto per salvaguardia personale, a limitare la libertà di stampa per sfuggire alla pubblicazione di dialoghi telefonici imbarazzanti, a colpire il diritto dell' opinione pubblica a essere informata sulle grandi inchieste e sui reati commessi, pur di fermare le indagini della magistratura. La Repubblica vive un' altra grave umiliazione, con le leggi ad personam che ritornano, il governo del Paese ridotto a scudo privato del premier, la maggioranza parlamentare trasformata in avvocato difensore di un cittadino indagato che vuole sfuggire al suo legittimo giudice, deformando le norme. In un solo giorno - dopo la strategia del sorriso, il dialogo, l' ambizione del Quirinale - Silvio Berlusconi ha chiamato a raccolta i suoi uomini per operare una doppia azione di sfondamento alla normalità democratica del nostro sistema costituzionale. Sotto attacco, la libertà di informazione da un lato, e l' obbligatorietà dell' azione penale dall' altro. Per la prima volta nella storia repubblicana, il governo e la sua maggioranza entrano nel campo dell' azione penale per stravolgerne le regole e stabilire una gerarchia tra i reati da perseguire. Uno stravolgimento formale delle norme sulla fissazione dei ruoli d' udienza, che tuttavia si traduce in un' alterazione sostanziale del principio di obbligatorietà dell' azione penale. Principio istituito a garanzia dell' effettiva imparzialità dei magistrati e dell' uguaglianza dei cittadini. La nuova norma berlusconiana (presentata come un emendamento al decreto-sicurezza, firmato direttamente dai Presidenti della I e II commissione di Palazzo Madama) obbliga i giudici a dare «precedenza assoluta» ai procedimenti relativi ad alcuni reati, ma questa precedenza serve soprattutto a mascherare il vero obiettivo dell' intervento: la sospensione «immediata e per la durata di un anno» di tutti i processi penali relativi ai fatti commessi fino al 31 dicembre 2001 che si trovino «in uno stato compreso tra la fissazione dell' udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado». È esattamente la situazione in cui si trova Silvio Berlusconi nel processo in corso davanti al Tribunale di Milano per corruzione in atti giudiziari: con l' accusa di aver spinto l' avvocato londinese Mills a dichiarare il falso sui fondi neri della galassia Fininvest all' estero. Quel processo è arrivato al passo finale, mancano due udienze alla sentenza. Si capisce la fretta, il conflitto d' interessi, l' urgenza privata, l' emergenza nazionale che ne deriva, la vergogna di una nuova legge ad personam. Bisogna ad ogni costo bloccare quei giudici, anche se operano "in nome del popolo italiano", anche se il caso non riguarda affatto la politica, anche se il discredito internazionale sarà massimo. Bisogna con ogni mezzo evitare quella sentenza, guadagnare un anno, per dar tempo all' avvocato Ghedini (difensore privato del Cavaliere e vero Guardasigilli-ombra del suo governo) di ripresentare quel lodo Schifani che rende il premier non punibile, e che la Consulta ha già giudicato incostituzionale, perché viola l' uguaglianza dei cittadini: un peccato mortale, in democrazia, qualcosa che un leader politico non dovrebbe nemmeno permettersi di pensare, e che invece in Italia verrà presentato in Parlamento per la seconda volta in pochi anni, a tutela della stessa persona, dalla stessa moderna destra che gli italiani hanno scelto per governare il Paese. Con ogni evidenza, per l' uomo che guida il governo non è sufficiente vincere le elezioni, e nemmeno stravincerle: non gli basta avere una grande maggioranza alle Camere, parlamentari tutti scelti di persona e imposti agli elettori, una forte legittimazione popolare, mano libera nel dispiegare legittimamente la sua politica. No. Ancora una volta a Berlusconi serve qualcosa di illegittimo, che trasformi la politica in puro strumento di potere, il Parlamento in dotazione personale, le istituzioni in materia deformabile, come le leggi, come i poteri della magistratura. È una coazione a ripetere, rivelatrice di una cultura politica spaventata, di una leadership fuggiasca anche quando è sul trono, di un sentimento istituzionale che abita la Repubblica da estraneo, come se fosse un usurpatore, e non riesce a farsi Stato, vivendo il suo stesso trionfo come abusivo. Col risultato di vedere il Capo dell' esecutivo chiedere aiuto al potere legislativo per bloccare il giudiziario. Qualcosa a cui l' Occidente non è abituato, un abuso di potere che soltanto in Italia non scandalizza, e che soltanto l' establishment italiano può accettare banalizzandolo, per la nota e redditizia complicità dei dominati con l' ordine dominante, che è a fondamento di ogni autoritarismo popolare e di ogni democrazia demagogica, come ci avviamo purtroppo a diventare. Questo uso esclusivo delle istituzioni e della norma, porta fatalmente il Premier ad un conflitto con il Capo dello Stato, garante della Costituzione. Napolitano era già intervenuto, nelle forme proprie del suo ruolo, contro il tentativo di introdurre la norma anti-prostitute nel decreto sicurezza, spiegando che non si vedeva una ragione d' urgenza. Poi aveva preso posizione per la stessa ragione contro l' ingresso nel decreto della norma che porta i soldati in strada a svolgere compiti di polizia. Oggi si trova di fronte un emendamento che addirittura sospende per un anno i processi penali e ordina ai magistrati come devono muoversi di fronte ai reati, una norma straordinaria inserita come "correzione" in un decreto che parla di tutt' altro. Che c' entra la sospensione dei processi con la sicurezza? Qual è il carattere di urgenza, davanti ai cittadini? L' unica urgenza - come l' unica sicurezza - è quella privatissima e inconfessabile del premier. Una stortura che diventa un abuso, e anche una sfida al Capo dello Stato, che non potrà accettarla. Come non può accettarla il Partito Democratico, che ieri con Veltroni ha accolto la proposta di Scalfari: il dialogo sulle riforme non può continuare davanti a questi "strappi" della destra, perché non si può parlare di regole con chi le calpesta. Nello stesso momento, mentre blocca i magistrati e ferma il suo processo, Berlusconi interviene anche sulla libertà di cronaca. Il disegno di legge sulle intercettazioni presentato ieri dal governo, infatti, non impedisce solo la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche, con pene fino a 3 anni (e sospensione dalla professione) per il cronista autore dell' articolo e fino a 400 mila euro per l' editore. Le nuove norme vietano all' articolo 2 la pubblicazione "anche parziale o per riassunto" degli atti delle indagini preliminari "anche se non sussiste più il segreto", fino all' inizio del dibattimento. Questo significa il silenzio su qualsiasi notizia di inchiesta giudiziaria, arresto, interrogatorio, dichiarazione di parte offesa, argomenti delle difese, conclusioni delle indagini preliminari, richiesta di rinvio a giudizio. Tutto l' iter investigativo e istruttorio che precede l' ordinanza del giudice dell' udienza preliminare è ora coperto dal silenzio, anche se è un iter che nella lentezza giudiziaria italiana può durare quattro-sei anni, in qualche caso dieci. In questo spazio muto e segreto, c' è ora l' obbligo (articolo 12) di "informare l' autorità ecclesiastica" quando l' indagato è un religioso cattolico, mentre se è un Vescovo si informerà direttamente il Cardinale Segretario di Stato del Vaticano, con un inedito privilegio per il Capo del governo di uno Stato straniero, e per i cittadini-sacerdoti, più cittadini degli altri. Se il diritto di cronaca è mutilato, il diritto del cittadino a sapere e a conoscere è fortemente limitato. Con questa norma, non avremmo saputo niente dello spionaggio Telecom, del sequestro di Abu Omar, della scalata all' Antonveneta, della scalata Unipol alla Bnl, del default Parmalat, della vicenda Moggi, della subalternità di Saccà a Berlusconi, dei "pizzini" di Provenzano, della disinformazione organizzata da Pollari e Pompa, e infine degli orrori della clinica Santa Rita di Milano. Ma non c' è solo l' ossessione privata di Berlusconi contro i magistrati e i giornalisti (alcuni). C' è anche il tentativo scientifico di impedire la formazione di quel soggetto cruciale di ogni moderna democrazia che è la pubblica opinione, un' opinione consapevole proprio in quanto informata, e influente perché organizzata come attore cosciente della moderna agorà. No alla pubblica opinione (che non sappia, che non conosca) a favore di opinioni private, meglio se disorientate e spaventate, chiuse in orizzonti biografici e in paure separate, convinte che non esista più un' azione pubblica efficace, una risposta collettiva a problemi individuali. A questo insieme di individui -di cui certo fanno parte anche gli sconfitti della globalizzazione, la nuova plebe della modernità - il populismo berlusconiano chiede solo una vibrazione di consenso, un' adesione a politiche simboliche, una partecipazione di stati d' animo, che si risolve nella delega. La cifra che lega il tutto è l' emergenza, intesa come orizzonte delle paure e fine del conformismo, del politicamente corretto, delle regole e degli equilibri istituzionali. Conta decidere (non importa come), agire (non conta con che efficacia), trasformare l' eccezione in norma. Il governo, a ben guardare, non sta militarizzando le strade o le discariche, ma le sue decisioni e la sua politica. Meglio, sta militarizzando il senso comune degli italiani, forzandolo in un contesto emergenziale continuo, con l' esecutivo trasformato per conseguenza da organo ordinario in straordinario, che opera in uno stato d' eccezione perenne. Così Silvio Berlusconi può permettersi di venire allo scoperto in serata, scrivendo in una lettera a Schifani che la norma blocca-processi «è a favore di tutta la collettività», anche se si applica «a uno tra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica». È il preannuncio di una ricusazione, in una giornata come questa, vergognosa per la democrazia, con il premier imputato che rifiuta il suo giudice mentre ne blocca l' azione. A dimostrazione che Berlusconi è pronto a tutto. Dovremmo prepararci al peggio: se non fosse che il peggio, probabilmente, lo stiamo già vivendo.

Ezio Mauro

sabato 14 giugno 2008

allargare i propri orizzonti, guardare oltre al proprio, misero, orticello.

13/06/08 Italia-Romania, cosa c'è di meglio che vederla insieme ai Rom?
ho aderito con immensa gioia alla splendida iniziativa di RadioPopolare (scendere in campo...Rom), non vedevo l'ora di poter essere li, di poter condividere idee, fare 4 chiacchere, bere 1 birra e semplicemente guardarsi la partita insieme a loro.
arrivo al campo per le 18, appena in tempo per l'inizio del Match, mi accompagnano a casa di Giovanni, capofamiglia di 44 anni; ci offre da bere, ci fa sistemare nel suo container, la partita scorre fin troppo velocemente, fino a quando comincia a piovere e l'antenna smette di funzionare, ci tocca correre in un'altra casa, meglio attrezzata, dove sotto una piccola tettoia eravamo stipati in 30.
perchè dico che è stata una grande esperienza?? perchè ho parlato con loro, ho visto come vivono sono stato ospite nelle loro case.
Giovanni, il capofamiglia, è in Italia dal 1990 adesso ha 44 anni, fa il muratore; con lui abbiamo parlato di tante cose, abbiamo discusso dei delinquenti, di chi fa l'elemosina e vi dirò che non la pensa in modo diverso da come la penso io, anzi...
alla stupida e banale mia domanda :"ma qua c'è qualcuno che ruba??" la sua risposta, lapidaria e precisa è stata :"nel tuo palazzo sono tutti onesti? ecco qui siamo in 600, forse +, c'è chi ruba e c'è chi fa altro, ma nelle stesse percentuali di voi italiani, anzi..." dopo l'anzi si è fermato, io ho inteso cosa volesse dire ed ho sorriso, come si può dargli torto.
di elemosina non vuol proprio sentir parlare, ha un figlio di 3 anni, ce lo mostra e ci spiega che sarebbe fuori dal mondo mandarlo a chiedere i soldi in giro, stessa risposta che avrebbe dato un padre italiano.
ogni volta che raccontano, ci tengono sempre a rimarcare la loro onestà e la loro innocenza di fronte a fatti di cui loro non possono nulla. sono veramente amareggiati di quanto sta accadendo in Italia, hanno paura e non sempre comprendono i motivi di questa folle caccia al rom.
a fine partita mangiamo un boccone insieme, veramente ottima la loro cucina, insieme al loro pane ancora caldo.
porterò sempre nel cuore quest'esperienza, così gratificante dal punto di vita umano. farò tesoro di quanto visto e capito per cambattere ancora + strenuamente l'insensata xenofobia ed lo stupido razzismo che improvvisamente a colto gli italiani.
consiglio vivo che do a tutti: prima di parlare (a vanvera) di cose che non conoscete e che se va bene leggete sui giornali, informatevi e cercate di capire.

venerdì 13 giugno 2008

Troviamo una definizione

Sono passati mesi ormai dall'elezione di Silvio.
Non si è riusciti ancora a capire che genere di governo sia,il Berlusconi IV.
Cerchiamo allora di dare una definizione.
Andiamo in ordine di tempo.

Alitalia.
Qualcuno,in questo paese di arteriosclerotici,si ricorda di Alitalia??
Che succede?
Ha vinto all'enalotto e ha risolto la crisi?
I 300 milioni di euro regalati da Prodi a Silvio e bloccati dall'Unione Europea fino all'arrivo di Tajani alla commissione trasporti?
La cordata?
Dov'è?
Che Berlusconi riferisca in parlamento,perchè se tre mesi fa poteva usare Alitalia per attaccare Prodi e Veltroni,adesso il problema è suo.
E deve risolverlo.Come promesso.Come da contratto.

Definizione per il governo:NAZIONALISTA BUGIARDO

I rifiuti napoletani.
C'è il segreto di Stato e l'Esercito.
Si potrebbe dire che sono ritornati i bei tempi di quando c'era Lui e i treni arrivavano in orario.
Però i treni non arrivano in orario e la pattumiera napoletana marcisce e brucia lo stesso per le strade.
C'è solo qualche testa sfasciata a manganellate in più.

Definizione per il governo:FASCISTA DI SERIE B

I Rom.
La sicurezza è stata la chiave per vincere le elezioni.
Una sicurezza certo interpretata a modo loro.
Perchè i disperati si possono arrestare appena entrano in Terra Romana e spedire a casa a calci in culo.
Perchè il romeno che commette un reato si merita la pena capitale.
Ma sicurezza non è un concetto relativo.
E i campi rom bruciati dalla camorra nel napoletano non sono sicurezza,perchè la sicurezza va garantita a tutti quelli che stanziano regolarmente nel nostro paese,così ai rumeni.

Definizione per il governo:RAZZISTA

Le intercettazioni.
Era stato un cavallo di battaglia in campagna elettorale.
Silvio lo sfodera con orgoglio oggi.
E' indubbiamente un problema da risolvere.
Perchè sennò 3/4 della maggioranza non potrebbe più parlare al telefono.

Definizione per il governo. PARACULO


Propongo un sondaggio per trovare la definizione definitiva.

domenica 8 giugno 2008

Quando la chiesa esclude i disabili.

Se il «Padre Nostro» riesce a dire tutto in 56 parole, non ne sono bastate il quadruplo al Vescovo di Viterbo, Lorenzo Chiarinelli. Il monsignore doveva spiegare perché ha rifiutato il matrimonio religioso a un ragazzo che, semiparalizzato in un incidente stradale, forse non potrà mai avere dei figli. Ha preferito evitarlo.
Il comunicato della Curia rivendica che la scelta è stata fatta con «attenzione e amore», «rispetto e discrezione». Che le «notizie di stampa circa decisioni ecclesiastiche e divieti in ordine alla celebrazione di un matrimonio debbono indubbiamente qualificarsi non solo come infondate, ma anche come un'operazione di sciacallaggio». Che «sono state offerte tutte le motivazioni di una realtà che non dipende né da discrezionalità di giudizio né da intenzionalità dei soggetti». Che «la riservatezza è d'obbligo e la privacy è diritto». Che «tutto è stato fatto nella condivisione sincera della situazione e con ogni attenzione umana e cristiana». Perché sia stata presa quella decisione, una coltellata nell'anima di quel ragazzo di 25 anni già ferito nel corpo dallo schianto ai primi di maggio, non è spiegato affatto. Come non è spiegato perché, dopo avere ottenuto una lettera in cui i due giovani fidanzati confermavano per iscritto la loro volontà di sposarsi nonostante il colpo durissimo che avevano subito, monsignor Chiarinelli non abbia avvertito l'opportunità di ascoltarli di persona.
La sua risposta, ha scritto Arnaldo Sassi sul Messaggero, è stata «non possumus », senza tanti giri di parole, perché non è certa, da parte di lui, la capacità di procreare.
«Impotenza copulativa ».
I due ragazzi si sono sposati lo stesso, ieri mattina, nell'ospedale romano dove lui è ancora ricoverato. Matrimonio civile. Nel giorno stesso in cui erano state fissate le nozze prima di quel terribile incidente stradale. Hanno giurato di amarsi e rispettarsi nella buona e nella cattiva sorte, che già li ha messi alla prova. E dicono le agenzie che hanno levato il calice in un brindisi e tagliato la torta e sorriso tra parenti e infermieri. Dio li benedica. E' un peccato, però, che il vescovo non abbia sentito il bisogno di spiegare meglio la scelta fatta. Non solo per quei due sposi respinti, ai quali resterà per tutta la vita l'amaro in bocca, ma per tanti credenti che, con tutto il rispetto per madre Chiesa magistra vitae e la sua secolare saggezza, faticano a capire.
Tanto più che la storia dei rapporti con la disabilità ha visto straordinari esempi di generosissima dedizione di preti e suore e cristiani al capezzale di chi soffre. Ma è stata segnata anche da una serie di incomprensioni e ostilità che, rilette con gli occhi di oggi, gelano il sangue. Basti ricordare come la deformità, nonostante grandi figure quali sant'Ermanno il Rattrappito (il quale era tutto storto, gobbo, incapace perfino di stare seduto ed era stato dai medici dell'epoca catalogato quasi come un demente, ma era un santo) sia stata per secoli associata al male, al peccato, all'offesa a Dio. E non si trattava solo di rappresentazioni iconografiche in cui Satana era storpio, orrendo, mostruoso. San Gregorio Magno, che aveva un'idea del corpo quale una specie di involucro ripugnante che ricopre l'essenza, era convinto che «un'anima sana non albergherà mai in una dimora malata ». Le leggende medievali bollavano i deformi come frutti del peccato e il « Malleus maleficarum », cioè quella specie di manuale di caccia alle streghe redatto nel 1486 dai domenicani Jacob Sprenger ed Heinrich Kramer, arrivò a ipotizzare che fossero concepiti in un rapporto carnale col demonio. Certo, la « Taxa camarae » di Leone X, il tariffario delle indulgenze dove si legge che «i laici contraffatti o deformi che vogliano ricevere ordini sacri e possedere benefici, pagheranno alla cancelleria apostolica 58 libbre» e che «uguale somma pagherà il guercio dell'occhio destro, mentre il guercio dell'occhio sinistro pagherà al Papa 10 libbre», sarebbe un documento falso o per lo meno «aggiustato » per ragioni polemiche dai luterani.
Ma è lo stesso Catechismo Tridentino a disciplinare, a proposito dell'Ordine sacerdotale, che «non devono essere promossi agli ordini i deformi per qualche grave vizio corporale e gli storpi. La deformità ha qualcosa di ripugnante e questa menomazione può ostacolare l'amministrazione dei sacramenti ». Quest'idea dell'interferenza del Male nella disabilità, già presente in Dante quando parla dell'epilessia («E quale è quei che cade, e non sa como / per forza di demon ch'a terra il tira») è rimasta a lungo, purtroppo, conficcata nella carne stessa di tanti cristiani. Lo dice la delibera del IV Concilio del Laterano dove si rileva che «l'infermità del corpo a volte proviene dal peccato». Lo conferma il saggio dell'enciclopedia Treccani su «Infirmitas, terapia spirituale e medicina» dove si spiega che la malattia è per molto tempo «uno dei tria mala che caratterizzano la natura e la storia dell'uomo da quando Adamo, con il peccato, ha perduto per sé e per la sua progenie anche l'integrità del corpo di cui godeva».
«E' l'operato diabolico che ingenera, favorisce e aggrava le malattie nervose, l'isteria, l'epilessia e la follia ma, come l'acqua santa del battesimo scaccia il demonio e lo stesso elemento, spruzzato "sui frutti della terra, sulle viti e sugli alberi, sulle abitazioni dell'uomo, sulle stalle e sulle greggi" è "rimedio e soccorso contro i malefici di Satana"» scrive Paolo Sorcinelli nel libro «Il corpo e l'acqua», «Ugualmente, nei casi delle malattie della psiche, insieme al medico va chiamato anche il sacerdote e le medicine, prima di venir sommi-nistrate, devono essere benedette e asperse con l'acqua santa». Certo, è cambiato tutto. E mille uomini di Chiesa hanno dato mille volte prova di avere oggi un rapporto con la disabilità generoso, spesso eroico e profondamente diverso dal passato. Proprio per questo, però, davanti a un episodio che ferisce due ragazzi già provati dal dolore come quei due sposini di Viterbo, uno si chiede: ma perché?

Gian Antonio Stella

giovedì 5 giugno 2008

"Direttore"

free music

Spettabile direttore responsabile dell’ufficio imperturbabile gestione risorse umane commestibili della multinazionale nordoccidentale stabile dalla bella incontestabile situazione contabile,
Le scrivo la presente nell’intento di tenerla attento il tanto sufficiente a ritenermi assunto.
Mi presento: sono nato come tanti in un tempo in cui parecchi stenti eran distanti, anche i resti eran contanti,i ritmi erano costanti e tutti quanti più contenti.
C’era sempre poco pane ma c’erano anche meno denti,si era abbienti ma bastavano pochi abiti,si respirava austerity.
Pensi addirittura che era brutto avere i debiti, in quei tempi andati.
Poi siamo cambiati, ci siamo adeguati, omologati, catalogati,guardi un pò cosa siamo diventati tutti quanti.
Incluso il sottoscritto, esclusi i presenti.

E' soltanto disperazione che mi spinge nella tua direzione.

Vede, direttore, non mi lamento, mi sto rivolgendo a lei con un velo di rimpianto,dal momento che noi siamo quasi coetanei, e pur rimanendo estranei, i miei ricordi sorgono spontanei.
Provo a condividerli con lei giusto per farla riflettere, ma so che non ha più tempo da perdere.
Vengo al punto cardine di questo mio disordine di lettera: mi candido per un posto come vittima.
No, non si preoccupi, non sto cercando facili scoop mediatici, non tema cimici, iene, strisce o simili.
Sono un uomo ai limiti, in bilico sui debiti, disposto a consegnarsi per due spiccioli.
Scusi come dice ? che non le piace ? che all’azienda non si addice ? che è circonvenzione d’incapace ?pace.
Chi non mi vuole non mi merita, ma legga fino in fondo per capire quant' è ipocrita.

E' soltanto disperazione che mi spinge nella tua direzione.

Avete fabbricato gli omogeneizzati con cui sono cresciuto,poi ogni pannolino che ho sporcato,ogni gioco che ho giocato,ogni scarpa che ho indossato,ogni articolo scolastico il mio zaino ha contenuto.
Vostro il motorino, vostra la miscela, vostro pure il casco,vostre tutte le assicurazioni che conosco,vostri marchi,vostre garanzie.
Uso vostre medicine per le vostre malattie.
Vostre anche le banche, le finanziare, il credito, il mito di comprare tutto subito.
Ne ho subito il fascino e ora abito su un baratro ipotetico,ipotecato al rogito, impiccato a un prestito,manca solo che possediate pure me,quindi accolga la presente senza remore,ma non mi assuma a termine che vittime con simili attributi non si vedono dai tempi di Cipputi.

Distinti saluti.

Frank Hi-NRG

Dall'album "DePrimoMaggio" 2008

solidarietà con i lavoratori della INNSE PRESSE

il giorno 2 giugno 53 lavoratori con contratto a tempo indeterminato sono stati licenziati, senza alcun preavviso e via telegramma.
La decisione non è stata presa perchè la azienda sia in perdità o abbia problemi di commesse, anzi è esattamente il contrario, è fiorente.
il padrone, Silvano Genta, ha deciso di chiudere la fabbrica perchè il terreno su cui sorge è in affitto e sarà soggetto di speculazione edilizia.
la fabbrica è l'unica rimasta nell'area ex maserati, in zona rubattino.
gli operai riunitisi davanti ai cancelli hanno trovato guardie giurate e cancelli chiusi, sono entrati da un'entrata secondaria ed hanno occupato lo stabilimento;
stanno portando a termine tutte le commesse che avevano, presidiano la fabbrica ed i pannelli enel per paura che gli tolgano la fornitura di energia elettrica.
a questo punto si pone un quesito: cosa fare una volta terminate le commesse? cercarsene di nuove e autogestire la fabbrica, potrebbe essere una soluzione.
comunque vada, solidarietà assoluta con i lavoratori della INNSE PRESSE.

martedì 3 giugno 2008

usa la testa, PEDALA.

qual'è il mezzo più tecnologico del mondo? uno che ti costa circa 1,5 euro ogni 10/12 km o un che è completamente gratuito?
è più tecnologico un mezzo che, anche se al passo con le ultime normative, inquina sempre e comunque o uno che è completamente ecologico ed a impatto zero??
nessuno ti dice di non usare l'auto, ma usala il meno possibile! usala solo se non puoi andare a piedi o in bicicletta o, al limite, coi mezzi.
la bici è il mezzo del futuro, niente consumi, sopravviverà a qualsiasi crisi energetica, petrolifera e non.
ogni volta che usi la bici invece che l'auto contribuisci a salvare questo pianeta.
EARTH
love it, or lose it

lunedì 2 giugno 2008

comunicato stampa

Allarme immigrazione, allarme Romania, allarme Rom. Siamo bombardati da ricostruzioni sommarie di singoli episodi che ci vengono presentate a gran voce come tendenze, emergenze, allarmi. La paura è uno strumento di orientamento, di controllo, di governo, e per diffondere il panico c'è bisogno di costruire un nemico ben preciso, immancabilmente diverso ed evidentemente colpevole. È toccato ad ebrei, neri, omosessuali, terroni, diversi di ogni tipo. Oggi tocca ai migranti, ai cittadini romeni e in special modo ai Rom. La paura prende il sopravvento quando si rinuncia alla complessità del reale e ci si accontenta di letture rapide e superficiali. Poco importa che le statistiche dicano tutt'altro, che i racconti non corrispondano alla realtà o che scelgano strumentalmente di illuminarne solo una minima parte. Si fomenta la paura, si inventa la "questione sicurezza" per poter nascondere le questioni sociali, per evitare di parlare di persone e di diritti, così come dei doveri. E così si spegne lo spirito critico, viene meno il confronto, muoiono libertà e democrazia. L'Associazione Bambini in Romania esprime la sua ferma opposizione ad ogni forma di criminalizzazione, discriminazione ed emarginazione. Contro la riduzione del fatto alla notizia, dell'individuo alla categoria. Nessun uomo è illegale.
(Andrea Rampini, maggio 2008)