Io domenica 13 aprile andrò a votare.
Quando sarò nella cabina e mi troverò davanti la scheda elettorale vedrò tanti bei simboli colorati.
Ogni simbolo mi consiglierà un candidato.
Ogni candidato mi consiglierà un simbolo.
Tutto qui.
Probabilmente mi soffermerò su valutazioni di gusto sulla grafica dei simboli suddetti.
Più probabilmente mi chiederò quale simbolo mi dia la garanzia di un futuro(non oso chiedere che sia roseo,mi basta un futuro) per me e per il mio Paese.
Mi ricorderò dei dibatti televisivi,delle accuse reciproche,delle promesse e dei programmi.
Finalmente riuscirò ad avere una visione d’insieme.
Mi fermerò.
Sarò spaventato.
Sarò anche un po’ triste.
Mi renderò conto che qualsiasi scelta io possa fare,su qualsiasi simbolo scelga di porre la mia croce,sarà lo stesso.
Tornerò con la mente agli anni addietro.
Tornerò con la mente a quanto fatto e detto da ciascuno dei candidati.
Mi chiederò al di là di tutte le fumose questioni di palazzo cosa per me, per noi, è cambiato nel susseguirsi dei Governi,di Destra,di Sinistra,di Centro.
Nulla.
Mi accorgerò che comunque i Poveri sono sempre più poveri.
Che comunque i Ricchi sono sempre più ricchi.
Che un giovane laureato non può guardare a un futuro più lontano di dopodomani.
Mi accorgerò che l’influenza della Chiesa cattolica sulle questioni dello Stato e dei cittadini(che non sono tutti cattolici)non è mai stata estirpata.
Penserò alla criminalizzazione degli omossessuali.
Delle donne che scelgono.
Mi accorgerò che guardando la televisione sono stato comunque,con qualsiasi Governo, rincoglionito con tette e culi danzanti e calciatori strapagati.
Mi accorgerò che i giornali non hanno mai affrontato il Potere,ne tanto meno la Verità.
Mi renderò conto che dopo decine di anni ancora nulla sappiamo su Ustica,su Piazza Fontana,sulla strage delle stazione di Bologna,su quella di piazza della Loggia.
Mi chiederò se la mafia che conta sia quella ultraottantenne che si nasconde nei pagliai della campagna siciliana come il “Boss” Provenzano,o se piuttosto la vera mafia non abbia un’altra dimensione,una dimensione di Palazzo.
Mi chiederò della sorte di tutti i nostri soldi stanziati per le più gloriose opere pubbliche.
Mai finite o più spesso mai iniziate.
Penserò al nostro ruolo internazionale.
Penserò a come gli Stati Uniti ci abbiano venduto la Libertà.
E al prezzo a cui l’abbiamo comprata,se di libertà si tratta.
Penserò a tutti gli scandali finanziari che hanno sconvolto il nostro Bel Paese.
Guarderò agli altri paesi.E li troverò distanti,molto.
Mi accorgerò che nulla di più del nero passato mi propongono quei simboli colorati.
Tristemente guarderò la mia scheda elettorale.
Sarò tentato di restituirla di uscire e andarmene.
Ma ancora una volta mi guarderò indietro.
Penserò alla conquista che il diritto di voto a rappresentato per l’umanità tutta.
Penserò che non sarebbe moralmente onesto buttarlo via.
Perché di buttarlo via si tratta,mi dirò.
Mi dirò che probabilmente alle prossime elezioni tutte le mie riflessioni avranno,purtroppo,ancora lo stesso valore di oggi.
Soprattutto se mi astenessi dall’esercitare questo mio diritto,il Diritto del vivere democratico.
Invaliderò la scheda.
Lo farò in modo consapevole.
Scriverò in modo trasversale ai tanti simboli colorati,a manifestare che nessuna delle compagini candidate è estranea a questa mia critica,un mio pensiero,un pezzo di una canzone,un pezzo di una poesia,un passo di un libro.
E spererò che in molti facciano altrettanto.