sabato 4 ottobre 2008

ricominciare ora, per un futuro (forse) migliore

Ho titubato molto prima di mettermi a digitare questo pezzo.
Ho titubato perchè sono depresso per come gli avvenimenti continuano a scivolare addosso a questa società, senza che essa si fermi per cercare di capire.
Ancora un'aggressione razzista, questa volta a Roma contro un cinese; Ancora morti sul lavoro, che oramai non fanno + notizia; Ancora stupri a quello cencio a cui oramai è ridotta la nostra costituzione.
Il dramma sociale che viviamo in questo paese, terrorizzato dai proclami securitari di questo governo che, apprendendo saggiamente dagli Stati Uniti era Bush, unisce il popolo con la paura.
Oggi la paura è del diverso nella forma dell'immigrato.
Oggi la sinistra Italiana (voi cari piddini siete assolutamente all'infuori di questa categoria) deve porsi chiaramente il problema di riapre un conflitto sociale che non si propaghi in orizzontale, ma che individui il suo avversario verticalmente.
Perchè, in un periodo storico nel quale la coperta si accorcia sempre di più, la risposta non è quella semplicistica (ma, purtroppo d'effetto) della lega, la risposta sta ai piani alti.
La risposta deve essere quella di riaprire un conflitto sociale, che qualcuno per comodità vuole chiudere; La risposta sta nel riaffermare forte e chiaro che le classi esistono ancora e che la lotta di classe pure, anche se con crismi nuovi, ma forse ancor più classificanti.
Non c'è domani per la sinistra se non combatte quest'aria di xenofobia dilagante, non c'è domani per la sinistra se non lotta perchè gli immigrano godano degli stessi diritti degli italiani.
Non c'è domani per la sinistra se non lotta perchè il dialogo fra bianchi e neri, Italiani e immigrati sia la normalità e non uno sporadico caso di integrazione.
Quindi, se la sinistra non riuscirà a dare una risposta ai conflitti sociali, espressi nei bisogni di alloggi, viveri, sanità, istruzione ed ogni bene primario, una risposta che però non punti il dito contro il più debole, il più facilmente accusabile, ma che individui dei responsabili che sono in alto, che godono di privilegi; se la sinistra, dicevamo, non riesce a dare una risposta a questi temi finisce qui la sua corsa, se invece, come credo, darà risposte, che già si conoscono, a questi temi allora si che potrebbero riaprirsi tutti quei conflitti sociali che nell'ultimo secolo ci hanno portato alla conquista di tutti quei diritti che pian pianino ci vengono levati da sotto il naso (last but not the least la scuola).
Per la riapertura del conflitto sociale e per la difesa delle libertà e dei diritti che ogni giorno vengo calpestati, l'11 ottobre sarò a Roma.



p.s. scusate lo sfogo, ma ancora oggi ho sentito ripetermi che essere comunisti è anacronistico, che la xenofobia è frutto di una non volontà di integrarsi da parte di molti immigrati e che il futuro dell'Italia è in mano ai privati, perchè una società di tipo keynesiano è senza futuro...

p.p.s. e parlo di keynesismo, non di rivoluzione socialista.



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