martedì 28 ottobre 2008

Lettera aperta ai cittadini.

Caro concittadino,

Come certo saprai il mondo dell'istruzione pubblica si stà mobilitando contro la legge 133/2008.
Vorremmo far conoscere a te e a quanti più cittadini possibili le motivazioni che ci
spingono alla protesta e per far ciò abbiamo deciso di scriverti.
Se anche tu come noi ritieni la scuola pubblica un bene da tutelare,dedicaci qualche minuto.

Non siamo "bamboccioni" che non sanno come passare il tempo,né burattini mossi dall'opposizione, nè tantomeno viviamo nel ricordo di miti passati : siamo cittadini, ancora più nello specifico siamo studenti,lavoratori,ricercatori e professori che vogliono difendere l'istruzione pubblica dal suo progressivo smantellamento.

Ci dicono che mancano i soldi,ma quando si bruciano miliardi per salvare le banche dalle loro speculazioni,quando si bruciano miliardi per risanare i debiti di un’azienda marcia come Alitalia,quando si foraggiano con denaro pubblico le scuole private,allora i soldi si trovano.

Si taglia invece sull’istruzione e la ricerca.
Si taglia sul futuro delle nuove generazioni, sul futuro del Paese!

Se non gridiamo all’Italia la nostra indignazione,nessuno lo farà per noi.
Per questo stiamo cercando di rendere visibile la nostra protesta.

Ciò contro cui ci mobilitiamo non è una riforma organica del sistema scolastico/universitario.
La 133/2008 è una legge in preparazione finanziaria del prossimo dicembre.
E’ una legge economica,non affronta nel merito i problemi strutturali,che sono molti e gravi, delle nostre scuole e delle nostre università.
Siamo di fronte soltanto e per l'annesima volta a tagli indiscriminati ai fondi destinati all’Istruzione pubblica,per altro già inferiori alla media europea.
Ai tagli poi si accompagna il blocco delle assunzioni (turn over) e la possibilità,che sostanzialmente diventerebbe necessità,di trasformare le Università pubbliche in fondazioni di diritto privato,aprendo così la strada a una progressiva privatizzazione dell’Istruzione universitaria.

Dal punto di vista politico-culturale crediamo sia importante opporsi ad un modello di scuola che non presuppone il diritto del cittadino all'struzione.
Questo diritto viene legato al pagamento di un servizio e perde, di conseguenza, ogni preteso carattere universale e generale per ridursi ad un rapporto fra la singola scuola e i suoi "clienti".
Definiamo,come pubblica una scuola aperta effettivamente a tutti, che operi contro le diseguaglianze sociali, che permetta concrete modalità di autogoverno dei soggetti che vi si trovano ad operare, che permetta libertà di insegnamento, di ricerca e di sperimentazione.

Appoggiateci!Abbiamo bisogno di tanta solidarietà e consenso!

Assemblea Università Statale di Milano.

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