Allarme immigrazione, allarme Romania, allarme Rom. Siamo bombardati da ricostruzioni sommarie di singoli episodi che ci vengono presentate a gran voce come tendenze, emergenze, allarmi. La paura è uno strumento di orientamento, di controllo, di governo, e per diffondere il panico c'è bisogno di costruire un nemico ben preciso, immancabilmente diverso ed evidentemente colpevole. È toccato ad ebrei, neri, omosessuali, terroni, diversi di ogni tipo. Oggi tocca ai migranti, ai cittadini romeni e in special modo ai Rom. La paura prende il sopravvento quando si rinuncia alla complessità del reale e ci si accontenta di letture rapide e superficiali. Poco importa che le statistiche dicano tutt'altro, che i racconti non corrispondano alla realtà o che scelgano strumentalmente di illuminarne solo una minima parte. Si fomenta la paura, si inventa la "questione sicurezza" per poter nascondere le questioni sociali, per evitare di parlare di persone e di diritti, così come dei doveri. E così si spegne lo spirito critico, viene meno il confronto, muoiono libertà e democrazia. L'Associazione Bambini in Romania esprime la sua ferma opposizione ad ogni forma di criminalizzazione, discriminazione ed emarginazione. Contro la riduzione del fatto alla notizia, dell'individuo alla categoria. Nessun uomo è illegale.
(Andrea Rampini, maggio 2008)
lunedì 2 giugno 2008
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