lunedì 5 maggio 2008

l'autorità e la necessità di soffocare il pensiero critico.


"[...]quali che siano le ragioni della perdita delle qualità su cui si basa la competenza, è certo che in gran parte delle società vaste e gerarchicamente organizzate si verifica il processo di alienazione dell'autorità, nel senso che la competenza iniziale, effettiva o presunta, viene trasferita all'uniforme o al titolo dell'autorità [...]coloro che possiedono questi simboli di autorità (investitura divina, titolo o divisa ndr) e coloro che ne beneficiano devono attutire il modo di pensare realistico, vale a dire critico, dei loro subordinati e far sì che credano alla finzione.Chiunque si soffermi a riflettere su quanto s'è detto, si renderà conto delle macchinazioni della propaganda, dei metodi cui si fa ricorso per togliere di mezzo il giudizio critico, di come la mente, mediante il ricorso a clichè, venga addormentata e sottomessa, di come la gente sia resa ottusa perchè diventi dipendente e perda la capacità di prestar fede ai propri occhi e alla propria capacità di giudizio.si è così resi ciechi alla realtà dalla finzione in cui si crede "

da Avere o essere di Erich Fromm

concetto che io non avrei saputo esprimere con più chiarezza.

1 commenti:

cuso ha detto...

E'così, il Potere ha bisogno che i Popoli siano narcotizzati.
Come le tigri al circo,ci drogano e ci usano.
Ogni tempo,ogni epoca storica,ha il suo "oppio dei Popoli".
Lo è stato la religione,oggi è diverso.
Oggi il nostro pusher è la televisione e le nostre droghe i telegiornali/rotocalchi,le tette delle veline e i gol di kakà.
Uscirne non è facile.
Non è facile.
Perchè l'ignoranza da molta più dipendenza di una dose di eroina.

"Sempre l'ignoranza fa paura ed il silenzio è uguale a morte"