lunedì 5 maggio 2008

follia

l'assasinio di un ragazzo da parte di naziskin, che hanno ucciso per una sigaretta negata passa in secondo piano ripsetto a due bandiere di israele bruciate.
in una vicenda c'è di mezzo una vita, nell'altra una dimostrazione di un pensiero, seppur violenta e opinabile.

Fini, presidente della Camera, ha affermato che il bruciare le bandiere, due d'israele e una americana sia più grave che ammazzare una persona
non ho parole.
mi sembra follia.

Orwell, facendo parlare il protagonista del suo romanzo 1984 diceva che bisgona sostenere l'ovvio, quando le istutizioni non lo fanno più

per favore facciamolo

3 commenti:

oplon ha detto...

cacchio volevo fare un post identico uguale spicciato su sguardoobliquo

quoto tutto

Libera-mente ha detto...

Bell'inizio di legislatura: una delle peggiori "gaffes".. per usare un gentil eufemismo.

Anonimo ha detto...

Questa canzone (De Gregori, 1974) mi sembra che commenti perfettamente la situazione:

Mio padre aveva un sogno comune
condiviso dalla sua generazione
la mascella al cortile parlava
troppi morti lo hanno tradito
tutta gente che aveva capito.

E il bambino nel cortile sta giocando
tira sassi nel cielo e nel mare
ogni volta che colpisce una stella
chiude gli occhi e si mette a sognare
chiude gli occhi e si mette a volare.

E i cavalli a Salò sono morti di noia
a giocare col nero perdi sempre
Mussolini ha scritto anche poesie
i poeti che strane creature
ogni volta che parlano è una truffa.

Ma mio padre è un ragazzo tranquillo
la mattina legge molti giornali
è convinto di avere delle idee
e suo figlio è una nave pirata
e suo figlio è una nave pirata.

E anche adesso è rimasta una scritta nera
sopra il muro davanti casa mia
dice che il movimento vincerà
il gran capo ha la faccia serena
la cravatta intonata alla camicia.

Ma il bambino nel cortile si è fermato
si è stancato di seguire gli aquiloni
si è seduto tra i ricordi vicini i rumori lontani
guarda il muro e si guarda le mani
guarda il muro e si guarda le mani
guarda il muro e si guarda le mani.

(Cupe)