
Sono stato uno tra quelli che,quando vinse Berlusconi,smorzava i distruttismi.
Dicevo "Cosa può combinare ancora?".
"Interessi personali da sanare non ne ha più",dicevo,"ormai si è sistemato",dicevo.
Ma non è propriamente così.
Una questione aperta,una questione che gli interessa,una questione importante,c'è ancora.
E' Rete 4.
Rete 4 infatti occupa dal 1997,cioè dall'anno di promulgazione,da parte del governo Prodi I, della legge Maccanico,che fissava,oltre al limiti di raccolta pubblicitaria al 30%(allora Mediaset era al 36%) la soglia anti-trust al 20% delle frequenze(quindi 2 reti contro le 3 del Biscione),la frequenza di Europa 7 TV,che l'imprenditore televisivo Francesco Di Stefano aveva regolarmente ottenuto tramite concorso.
Dove sta l'inghippo?
Sta nel fatto che la legge Maccanico,e la relativo delibera Agcom(1998) “Piano nazionale di assegnazione delle frequenze per la radiodiffusione televisiva” non parla di frequenze in senso tecnico ,si limita ad assegnare le concessioni a trasmettere.
Il risultato è che Di Stefano,che aveva ottenuto la concessione ma non aveva "occupato" una frequenza, non va in onda mentre Rete 4,che non ha la concessione ma ha "occupato" la frequenza,si.
E può farlo virtù di una "abilitazione speciale" che il Ministro per le Telecomunicazioni si affretta a concedere alla "eccedente" rete Mediaset.
Seguono,da parte di Di Stefano", denuncie e processi (vinti) fino a che nel 2002 la Corte Costituzionale dichiara illegittima la legge Maccanico per le proroghe a Rete4.
Rete4 continua comunque a salvarsi perchè arriva,come manna,la legge Gasparri che mantiene sì il limite anti-trust al 20% ma lo spalma anche sul digitale(cosa peraltro che odora di presa per il culo).
Stessa cosa per i limiti pubblicitari.
Il Presidente Ciampi si rifiuta in un primo momento di firmare la legge,ma poi ci ripensa,la legge entra in vigore e Rete4 è salva.
Senonchè il caso Europa7 vs Rete4 arriva sui tavoli dell'Unione Europea(ci facciamo sempre riconoscere) e per Di Stefano si riaccende la speranza.
Il 18 luglio 2007, il commissario alla concorrenza Neelie Kroes boccia senza appello la Gasparri, colpevole di favorire le vecchie emittenti nel passaggio dall’analogico al digitale terrestre.
La Gasparri, secondo l’antitrust europea, “concede vantaggi ingiustificati agli operatori analogici esistenti”, sbarrando l’ingresso alle nuove antenne.
Il 31 gennaio 2008 la Corte di Giustizia europea condanna con parole di fuoco il sistema delle concessioni in Italia.
“Tale regime – si legge in una nota diffusa a Bruxelles - non rispetta il principio della libera prestazione di servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati”. Per i giudici del Lussemburgo, il regime transitorio che ha permesso a Rete4 di trasmettere senza concessioni è contrario al diritto comunitario.
In sostanza Rete4 deve andare sul satellite e Europa7 in chiaro.
L'Italia altrimenti rischia una multa di 400 milioni di euro al giorni per violazione delle norme europee sulla concorrenza.
Non si può attuare le disposizioni della Corte senza una legge,naturalmente.
Altrettanto naturalmente il governo Prodi non l'ha fatta,malgrado l'avesse promessa.
Ora dovrebbe farla Berlusconi che però è anche proprietario della rete da oscurare (certe volte le coincidenze...).
Ma non solo non lo farà.
Ha addirittura eliminato il Ministero delle Comunicazioni.
Quel che si dice tagliare la testa al toro.







1 commenti:
io ancora non so se avere più paura che continui a farsi solo leggi per sè, o che cominci a cercare di cambiare davvero l'Italia secondo i suoi paradigmi e le sue concezioni...
p.s. ti ho aggiunto nei link di sguarobliquo
p.s.2 voci dall'alto mi dicono che solo il primo commento è sottoposto a moderazione, da lì in poi non ti deve autorizzare più nessuno
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