lunedì 12 maggio 2008

che vergogna

i sindaci di molti comuni del nord italia hanno ordinato di non iscrivere all'anagrafe e quindi di considerare come inesistenti le dimore abituali di stranieri regolarmente soggiornanti e dei loro figli, nati in italia o no.il TAR lombardia ha sospeso le ordinanze dei sindaci in attesa del giudizio finale.

infatti queste ordinanze erano di ostacolo agli stranieri nell'esercizio di diritti fondamentali quali il lavoro, il diritto alla salute, il diritto all'assistenza, all'istruzione e a veder riconosciuta l'unità familiare e persino l'identità stessa dell'individuo.

si tratta di provvedimenti assurdi fatti per allontanare gli "indesiderabili" ma fonti di insicurezza; infatti la non iscrizione anagrafica impedisce l'identificazione e la localizzazione degli stranieri anche da parte dell'istituzione stessa.

le leggi razziali del 1938 compredevano una legge in cui si vietava agli ebrei stranieri di dimorare abitualmente in italia rendendo insidacabili i provvedimenti presi a questo scopo dall'autorità pubblica.

i nostri sindaci vorrebbero provvedere a cacciare gli stranieri con atti insindacabili come quelli del ventennio.

fonte: Avvocato di CGIL CISL UIL nel ricorso al TAR



appare chiaro come l'italia sia arrivata ad un livello tale di povertà, economica e culturale tale da giustificare l'individuazione del capro espiatorio nell'immigrato, e da credere, che con l'eliminazione di questo, si giunga al paese dei balocchi.

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