venerdì 5 dicembre 2008
MA VAFFANCULO!
vorrei fare una constatazione, e sarò volgare. noi ci apriamo il culo per salvare l'università pubblica, NON DORMIAMO, STUDIAMO NEI RITAGLI DI TEMPO, ORGANIZZIAMO CORTEI MANIFESTAIONI LEZIONI IN PIAZZA CONCERTI NOTTI BIANCHE SCRIVIAMO DOSSIER PUBBLICATI IN 5 LINGUE E SU MICROMEGA e quella maledetta SS del Papa dice che non vanno tagliati i fondi alle scuole parificate cattoliche piene di incenso, pregidizi e soldi loro, rubati a noi in gran parte, per garantire l'insegnamento religioso ai figli delle famiglie cristiane. e allora veramente, che vadano affanculo e che ci riconoscano come martiri cazzo, altro che san francesco, lui almeno è stato fatto santo noi siamo stati fatti fessi. vedo un invertirsi dei ruoli: loro vivono con i soldi statali, noi con l'elemosina. è chiaro che qualcosa non funziona.
domenica 2 novembre 2008
Comunicato Stampa Assemblea Atenei Toscani in Mobilitazione del 29 Ottobre 2008
Da più di un mese, ormai, contro la legge 133 e in opposizione al generale smantellamento del sistema della formazione pubblica messo in atto nell’ultimo ventennio, si è creato un movimento eterogeneo e creativo che, a partire dalle scuole e dalle università, ha saputo riappropriarsi di un protagonismo nei tessuti sociali metropolitani.Sono queste le novità della mobilitazione:La sua irrapresentabilità, che sconvolge il panorama politico preesistente dando vita ad un protagonismo studentesco e generazionale capace di agire in autonomia e di ricostruire un tessuto sociale aperto.La sua indipendenza rispetto a soggetti precostituiti, la sua distanza dalle logiche conservatrici baronali e dalla mala gestione che ha minato la credibilità dell’università italiana.Dopo una prima fase esplosiva in cui il movimento ha saputo manifestarsi a tutti i livelli, è necessario costruire un’occasione che provi a delineare una soggettività politica autonoma ed in divenire.Un’occasione di confronto e analisi sui contenuti con cui sostanziare la manifestazione nazionale del 14 Novembre, rilanciando l’opposizione alla legge 133 e provando ad immaginare dal basso un’idea di università fatta di conoscenza e socialità, di saperi e consapevolezza critica.Per questo aderiamo alla data del 7 Novembre, con una mobilitazione regionale dislocata nei territori;lanciamo inoltre un appello per un’assemblea nazionale di tutte le realtà universitarie in mobilitazione, da svolgersi l’8 novembre a Firenze, capace di raccogliere le forze e le esperienze sviluppatesi nei vari territori in un’ottica di rilancio della protesta che attraversi la data del 14 novembre e dia continuità al movimento.
Assemblea Atenei Toscani in Mobilitazione
Assemblea Atenei Toscani in Mobilitazione
giovedì 30 ottobre 2008
martedì 28 ottobre 2008
Lettera aperta ai cittadini.
Caro concittadino,
Come certo saprai il mondo dell'istruzione pubblica si stà mobilitando contro la legge 133/2008.
Vorremmo far conoscere a te e a quanti più cittadini possibili le motivazioni che ci
spingono alla protesta e per far ciò abbiamo deciso di scriverti.
Se anche tu come noi ritieni la scuola pubblica un bene da tutelare,dedicaci qualche minuto.
Non siamo "bamboccioni" che non sanno come passare il tempo,né burattini mossi dall'opposizione, nè tantomeno viviamo nel ricordo di miti passati : siamo cittadini, ancora più nello specifico siamo studenti,lavoratori,ricercatori e professori che vogliono difendere l'istruzione pubblica dal suo progressivo smantellamento.
Ci dicono che mancano i soldi,ma quando si bruciano miliardi per salvare le banche dalle loro speculazioni,quando si bruciano miliardi per risanare i debiti di un’azienda marcia come Alitalia,quando si foraggiano con denaro pubblico le scuole private,allora i soldi si trovano.
Si taglia invece sull’istruzione e la ricerca.
Si taglia sul futuro delle nuove generazioni, sul futuro del Paese!
Se non gridiamo all’Italia la nostra indignazione,nessuno lo farà per noi.
Per questo stiamo cercando di rendere visibile la nostra protesta.
Ciò contro cui ci mobilitiamo non è una riforma organica del sistema scolastico/universitario.
La 133/2008 è una legge in preparazione finanziaria del prossimo dicembre.
E’ una legge economica,non affronta nel merito i problemi strutturali,che sono molti e gravi, delle nostre scuole e delle nostre università.
Siamo di fronte soltanto e per l'annesima volta a tagli indiscriminati ai fondi destinati all’Istruzione pubblica,per altro già inferiori alla media europea.
Ai tagli poi si accompagna il blocco delle assunzioni (turn over) e la possibilità,che sostanzialmente diventerebbe necessità,di trasformare le Università pubbliche in fondazioni di diritto privato,aprendo così la strada a una progressiva privatizzazione dell’Istruzione universitaria.
Dal punto di vista politico-culturale crediamo sia importante opporsi ad un modello di scuola che non presuppone il diritto del cittadino all'struzione.
Questo diritto viene legato al pagamento di un servizio e perde, di conseguenza, ogni preteso carattere universale e generale per ridursi ad un rapporto fra la singola scuola e i suoi "clienti".
Definiamo,come pubblica una scuola aperta effettivamente a tutti, che operi contro le diseguaglianze sociali, che permetta concrete modalità di autogoverno dei soggetti che vi si trovano ad operare, che permetta libertà di insegnamento, di ricerca e di sperimentazione.
Appoggiateci!Abbiamo bisogno di tanta solidarietà e consenso!
Assemblea Università Statale di Milano.
Come certo saprai il mondo dell'istruzione pubblica si stà mobilitando contro la legge 133/2008.
Vorremmo far conoscere a te e a quanti più cittadini possibili le motivazioni che ci
spingono alla protesta e per far ciò abbiamo deciso di scriverti.
Se anche tu come noi ritieni la scuola pubblica un bene da tutelare,dedicaci qualche minuto.
Non siamo "bamboccioni" che non sanno come passare il tempo,né burattini mossi dall'opposizione, nè tantomeno viviamo nel ricordo di miti passati : siamo cittadini, ancora più nello specifico siamo studenti,lavoratori,ricercatori e professori che vogliono difendere l'istruzione pubblica dal suo progressivo smantellamento.
Ci dicono che mancano i soldi,ma quando si bruciano miliardi per salvare le banche dalle loro speculazioni,quando si bruciano miliardi per risanare i debiti di un’azienda marcia come Alitalia,quando si foraggiano con denaro pubblico le scuole private,allora i soldi si trovano.
Si taglia invece sull’istruzione e la ricerca.
Si taglia sul futuro delle nuove generazioni, sul futuro del Paese!
Se non gridiamo all’Italia la nostra indignazione,nessuno lo farà per noi.
Per questo stiamo cercando di rendere visibile la nostra protesta.
Ciò contro cui ci mobilitiamo non è una riforma organica del sistema scolastico/universitario.
La 133/2008 è una legge in preparazione finanziaria del prossimo dicembre.
E’ una legge economica,non affronta nel merito i problemi strutturali,che sono molti e gravi, delle nostre scuole e delle nostre università.
Siamo di fronte soltanto e per l'annesima volta a tagli indiscriminati ai fondi destinati all’Istruzione pubblica,per altro già inferiori alla media europea.
Ai tagli poi si accompagna il blocco delle assunzioni (turn over) e la possibilità,che sostanzialmente diventerebbe necessità,di trasformare le Università pubbliche in fondazioni di diritto privato,aprendo così la strada a una progressiva privatizzazione dell’Istruzione universitaria.
Dal punto di vista politico-culturale crediamo sia importante opporsi ad un modello di scuola che non presuppone il diritto del cittadino all'struzione.
Questo diritto viene legato al pagamento di un servizio e perde, di conseguenza, ogni preteso carattere universale e generale per ridursi ad un rapporto fra la singola scuola e i suoi "clienti".
Definiamo,come pubblica una scuola aperta effettivamente a tutti, che operi contro le diseguaglianze sociali, che permetta concrete modalità di autogoverno dei soggetti che vi si trovano ad operare, che permetta libertà di insegnamento, di ricerca e di sperimentazione.
Appoggiateci!Abbiamo bisogno di tanta solidarietà e consenso!
Assemblea Università Statale di Milano.
mercoledì 22 ottobre 2008
cosa ancora?
sacconi ha presentato una riforma del diritto allo sciopero. non ne parla nessuno. nel ddl invece si parla di adesioni individuali e di sciopero virtuale. cambiano la costituzione a colpi di decreti legge.
cosa dovremo ancora sopportare?
cosa dovremo ancora sopportare?
appello
sono arrabbiata, molto triste, ma volenterosa.
penso che quello che noi universitari stiamo facendo -io parlo per pisa- è meraviglioso. siamo uniti fra di noi e agiamo insieme al personale tecnico amministrativo, ai precari e ai dottorandi, non abbiamo fatto azioni violente, tutto si svolge nella massima serietà. abbiamo fatto tavoli di lavoro, fra cui uno tecnico che sta per produrre un dossier, uno di protesta performance, im cui si sono organizzati blocchi dei semafori in fila indiana, lavavetri che distribuiscono volantini e quant'altro, c'è un tavolo di rapporti con l'esterno e uno di autoformazione. ci lavoriamo costantemente, aprendoci il culo, se mi passate l'espressione.
abbiamo cercato il dialogo con i docenti in ogni modo, andandoci a parlare singolarmente e con prese di posizione pubbliche. e loro buttano tutta la protesta attiva sulle spalle di studenti, precari, tecnici-amministrativi.
noi andremo avanti certo che lo faremo, possiamo essere forti e intelligenti.
il ministro gelmini afferma che noi universitari siamo ignoranti e che non c'è nessuna riforma dell'università, Belusconi che manderà la polizia e in pratica ci minaccia a reti unificate, la lupara non è più fashion.
e io, devo ammetterlo, un po' di paura ce l'ho.
ad ogni nostro sbaglio, ci sarà una risposta sproporzionata che porterà a sovvertire la, già appesa a un filo, democrazia.
quindi un'esortazione, per me e per tutti: stiamo attenti, dobbiamo essere puliti, perfetti precisi e soprattutto decisi, andare avanti, perchè ne va del nostro prossimo futuro, del futuro dei nostri fratelli e di quello della nostra amatissima, stramaledettisima italia.
penso che quello che noi universitari stiamo facendo -io parlo per pisa- è meraviglioso. siamo uniti fra di noi e agiamo insieme al personale tecnico amministrativo, ai precari e ai dottorandi, non abbiamo fatto azioni violente, tutto si svolge nella massima serietà. abbiamo fatto tavoli di lavoro, fra cui uno tecnico che sta per produrre un dossier, uno di protesta performance, im cui si sono organizzati blocchi dei semafori in fila indiana, lavavetri che distribuiscono volantini e quant'altro, c'è un tavolo di rapporti con l'esterno e uno di autoformazione. ci lavoriamo costantemente, aprendoci il culo, se mi passate l'espressione.
abbiamo cercato il dialogo con i docenti in ogni modo, andandoci a parlare singolarmente e con prese di posizione pubbliche. e loro buttano tutta la protesta attiva sulle spalle di studenti, precari, tecnici-amministrativi.
noi andremo avanti certo che lo faremo, possiamo essere forti e intelligenti.
il ministro gelmini afferma che noi universitari siamo ignoranti e che non c'è nessuna riforma dell'università, Belusconi che manderà la polizia e in pratica ci minaccia a reti unificate, la lupara non è più fashion.
e io, devo ammetterlo, un po' di paura ce l'ho.
ad ogni nostro sbaglio, ci sarà una risposta sproporzionata che porterà a sovvertire la, già appesa a un filo, democrazia.
quindi un'esortazione, per me e per tutti: stiamo attenti, dobbiamo essere puliti, perfetti precisi e soprattutto decisi, andare avanti, perchè ne va del nostro prossimo futuro, del futuro dei nostri fratelli e di quello della nostra amatissima, stramaledettisima italia.
lunedì 20 ottobre 2008
...
Discussioni.
Discussioni.
Si discute,seriamente,si litiga,ci si arrabbia,si alza la voce.
E poi,cosa rimane?
Cosa rimane di tutto cio?
Cosa resta quando un Ministro del Governo e il capogruppo dei deputati del partito di governo,in un momento di crisi internazionale e in un clima di contestazione, intervengono come ospiti de "Il processo di Biscardi"?
Niente.
Nella migliore delle ipotesi ti cadono le braccia.
p.s. per la cronaca trattasi di Altero Matteoli e Daniele Capezzone.
Discussioni.
Si discute,seriamente,si litiga,ci si arrabbia,si alza la voce.
E poi,cosa rimane?
Cosa rimane di tutto cio?
Cosa resta quando un Ministro del Governo e il capogruppo dei deputati del partito di governo,in un momento di crisi internazionale e in un clima di contestazione, intervengono come ospiti de "Il processo di Biscardi"?
Niente.
Nella migliore delle ipotesi ti cadono le braccia.
p.s. per la cronaca trattasi di Altero Matteoli e Daniele Capezzone.
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